Orientamento Scolastico

L’orientamento scolastico ha gli scopi, complementari tra loro, di cercare di predire in quali materie e discipline una persona potrà riuscire meglio e in quali peggio, in modo da indirizzarla verso le prime e sconsigliarne le seconde. Ma l’orientamento, da questo punto di vista, deve tenere in considerazione due aspetti delle capacità cognitive dell’orientando: le attitudini e gli interessi. In un’ottica che valorizza solo i fini dell’organizzazione per la quale si studia o lavora, ciò che conta di più della persona sono le sue attitudini, cioè la sua maggiore o minore capacità di applicarsi con successo allo studio o al lavoro riguardo a una certa materia o professione. Ma oggi l’orientamento non può non considerare anche gli interessi dell’orientando, deve cioè tenere nel giusto conto anche la naturale tendenza che ogni persona ha nel preferire certe discipline o certe professioni ai fini del proprio studio o del proprio lavoro. Un corretto orientamento lavora nel senso della mediazione tra attitudini e interessi, in modo da rendere soddisfacente l’esperienza di studio e/o lavoro tanto per l’organizzazione quanto per il singolo soggetto che vi si applica. Da quanto detto, risulta ovvio che la soluzione migliore sia quella in cui attitudini e interessi coincidano. L’azione orientativa risulta particolarmente utile nei momenti in cui si devono operare scelte importanti, quando le opzioni sono tante e dalla loro ponderazione dipende non solo il successo in un determinato campo di studio o professionale, ma il corretto collocamento della persona nell’ambiente sociale di cui fa parte.